martedì,
ottobre 2017

BOX Utente
Non Collegato
54.198.143.210
Cerca nel sito
Statistiche
L'ultimo iscritto è s.agostinotva, benvenuto!
La nostra comunità conta 14303 iscritti
Nel nostro Motore ci sono 683 siti web
Sostienici
Autore: suorliana - Inserito il 08/04/2010
Fonte: don Silvio Reina osb

La vita monastica


Non è facile spiegare la vita monastica, o meglio, più che essere spiegata deve essere vissuta per essere compresa nella sua totalità. Prima di cercare di definire la vita monastica, bisogna tornare indietro e percorrere le sue origini.

Cessate le grandi persecuzioni, alcuni cristiani, singolarmente o in comunità, si sono separate dalla comune convivenza per ricercare Dio nella solitudine, attuando uno dei carismi più preziosi e stimati della Chiesa. Ciò che caratterizza la vita monastica fra tutte le altre forme di vita religiosa, sorte nella Chiesa, è il riconoscimento dell'assoluto primato di Dio mediante la ricerca di Lui (“Quaerere Deum”) secondo gli ordinamenti contenuti nella Regola e variamente elaborati dalla tradizione.

La vocazione monastica nel suo aspetto comunitario ed ecclesiale si sviluppa in ambiti diversi. Il monaco fa parte di una determinata comunità che può assicurargli di vivere in pienezza e in maniera continua la vocazione, ossia la propria conversione e la ricerca di Dio, di cui l'obbedienza, la povertà, la castità per un aspetto; e la preghiera, la lectio divina, lo studio e il lavoro per l'altro, sono segni e strumenti.

Separato dal mondo, il monaco è sempre aperto ai fratelli. Egli infatti vive una comunione che oltrepassa le mura del monastero per estendersi a tutta l'umanità. Sorge una domanda: in che modo il monaco, attraverso la separazione dal mondo, si apre al mondo stesso? Ciò può esprimersi soprattutto nell'accoglienza mediante l'ospitalità dei fratelli del mondo che desiderano condividere, sia pure brevemente, la sua ricerca di Dio, in quel particolare clima di preghiera che deve essere proprio di un monastero.

Il monaco, per la fecondità che gli viene dal suo vivere nascosto in Dio, diventa più sensibile alle voci del suo tempo e per il suo prolungato ascolto della Parola ha la possibilità di dire anche una sua parola negli attuali e scottanti problemi della nostra società.

Il monaco è il ponte tra la terra e il cielo poiché, coinvolto nelle vicende del mondo, richiama e orienta le menti alla vita futura. Infatti con la povertà ricorda che i beni terreni sono precari e che Dio solo è “la nostra parte di eredità”. Con la castità anticipa già nella fragile vita terrena la mistica unione con Cristo. Con l'obbedienza, che è rinuncia alla volontà propria, subordina ogni cosa al disegno del Padre celeste. Con il primato della preghiera, poi, egli afferma che l'esistenza umana avrà la sua piena realizzazione solo quando saremo sempre con il Signore in un colloquio senza interruzione.
 
Letto: 6834 - Numero voti: 1855 - Commenti: 1 Media Voto: