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Autore: iolanda - Inserito il 08/10/2010
Fonte: Valeria Di Grigoli

Diario di una giovane siciliana

Dopo 15 anni il successore di Pietro è tornato in Sicilia il 3 ottobre scorso!
La presenza del Santo Padre a Palermo ha rappresentato il culmine di un cammino intrapreso tre anni fa da tutte le diocesi siciliane, un cammino verso il coinvolgimento dei giovani nella vita religiosa, l'incontro con le famiglie e la trasmissione della fede alle nuove generazioni.
La visita papale preceduta da una due giorni di incontri, conferenze e momenti di preghiera per i giovani e le famiglie della Sicilia ha avuto come tema “Lo sguardo del coraggio … per un’educazione alla speranza”.

La gioia, l’entusiasmo e l’emozione per l’arrivo del Papa erano già palpabili sabato sera quando a Piazza Politeama si è svolto uno spettacolo musicale in stile GMG proprio per prepararci all’arrivo di Benedetto XVI. Lo spettacolo è stato preceduto nel pomeriggio da catechesi tenute dai 18 Vescovi siciliani sui temi: Cittadinanza Attiva , Ambiente, Lavoro, Giustizia e Legalità, Scuola e Università. Insieme ai giovani della mia diocesi di Agrigento abbiamo partecipato alla catechesi sull’Ambiente tenuta da S.E. Mons. Calogero Peri (ofs). E come non fare riferimento a san Francesco con questo tema? Mons Peri ha sottolineato in particolare i temi dell’attenzione verso il creato, opera del “Grande Architetto” e di come l’uomo sia chiamato a coltivare e custodire il giardino della creazione. Durante la catechesi pensavo al Salmo 8 “..O Signore, nostro Dio, quanto è grande il tuo nome su tutta la terra… Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissate, che cosa è l'uomo perché te ne ricordi e il figlio dell'uomo perché te ne curi? … gli hai dato potere sulle opere delle tue mani, tutto hai posto sotto i suoi piedi”. Che opera meravigliosa che Dio ci ha affidato!

Domenica mattina, sveglia alle 6, colazione e pronti per la lunga giornata! Per strada, la gioia e l’emozione che avevo visto sabato sera si era triplicata! Ogni associazione o gruppo aveva il proprio stendardo o cartellone di saluto al Papa, pronti per accoglierlo con affetto e calore sia umano che atmosferico, con una tipica giornata estiva e non autunnale.
La trepidazione aumentava di ora in ora fino all'arrivo del Santo Padre al Foro Italico, luogo dove si è svolta la celebrazione Eucaristica, quando si è letteralmente scatena la gioia dei Siciliani con applausi, grida e sventolio di bandiere. Vi confesso che ho avuto la pelle d’oca quando la Papamobile è passata nel settore dove mi trovavo e il Papa guardando la gente con la mano destra benediceva tutti noi.
Prima dell’inizio della celebrazione eucaristica i saluti istituzionai da parte di Mons. Paolo Romeo, Arcivescovo di Palermo,  così come del sindaco del capoluogo di regione, Diego Cammarata. Entrambi hanno fatto richiamo ai problemi sociali e all’alto tasso di disoccupazione che affliggono la terra di Sicilia, ma a dare speranza e conforto ecco le parole del Papa durante l’omelia: “Popolo di Sicilia, guarda con speranza al tuo futuro! Fa’ emergere in tutta la sua luce il bene che vuoi, che cerchi e che hai! Vivi con coraggio i valori del Vangelo per far risplendere la luce del bene! Con la forza di Dio tutto è possibile!”.
Le parole del Papa sono state accolte con grande trepidazione, ci è sembrato quasi l'invito  di un amico a vivere con lo slancio verso il futuro, le parole amorevoli di un padre  che abbraccia i suoi figli bisognosi di conforto.

Nel pomeriggio il Santo Padre ha incontrato sacerdoti, religiosi, religiose e seminaristi in Cattedrale e nel tardo pomeriggio l’atteso incontro con i giovani e le famiglie!
L’arrivo del Papa è stato preceduto da un momento di festa, di balli e canti. E all’arrivo del Papa ecco le grida: “Benedetto uno di noi”, “Benedetto! Benedetto..”
Due giovani hanno posto a nome di tutti i giovani Siciliani il saluto di benvenuto al Santo Padre e anche in questo caso hanno dato voce a quei problemi che ognuno di noi vive: la ricerca di un lavoro sicuro, l’instabilità della società.
Nel suo messaggio il Papa ha ripreso figure di giovani che hanno vissuto in pieno il Vangelo e la gioia nel dire ogni giorno il “Sì” alla volontà di Dio, fra gli altri gli esempi di  Chiara “Luce” Badano, beatificata proprio alcuni giorni prima e di Rosario Livatino, il "giudice ragazzino" ucciso dalla mafia a soli 38 anni di cui è in corso la causa beatificazione.
"Siate alberi che affondano le loro radici nel fiume del bene" e "non abbiate paura di contrastare il male. Insieme - ha detto il Papa ai giovani - sarete come una foresta che cresce, forse silenziosa, ma capace di dare frutto, di portare vita e di rinnovare in modo profondo la vostra terra". Queste, le due frasi che porterò nel mio cuore al termine di questa giornata indimenticabile, con l’invito ad essere Santi!

La stanchezza al termine della giornata era tanta, ma n’è valsa la pena! La luce di Cristo continua a ricolmare le nostre vite!

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