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Autore: danilo - Inserito il 20/01/2009
Fonte: CEI
Sezione collegata: IL MOTORE

Chiesa in rete 2.0

“Oggi, nell’era del così detto Web 2.0, la Chiesa è consapevole delle potenzialità, ma anche dei rischi di Internet. Davanti a questo ambiente virtuale ci si potrebbe chiedere come comunicare in maniera efficace il Vangelo? Volendo azzardare una risposta si potrebbe dire che occorre inserirsi con la "logica del cristianesimo" nella cybercultura. Il cristianesimo, infatti, si è sempre incarnato e inserito nelle culture del suo tempo. Nell’era di Internet, dunque, non possono mancare le condizioni affinché il servizio alle diocesi e alle parrocchie possa meglio svolgersi con la conoscenza e con l’uso corretto delle nuove tecnologie, che non introducono solo un metodo di lavoro, ma incidono sulla mentalità e sul costume delle persone.”

Questo è un breve estratto della presentazione al Convegno nazionale “Chiesa in rete 2.0” promosso dall’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali e il Servizio informatico della Cei svolto a Roma dal 19 al 20 Gennaio 2009 a cui hanno partecipato webmaster cattolici, responsabili dei siti diocesani, Direttori degli Uffici per le comunicazioni sociali diocesani e tutti gli addetti ai lavori nel campo informatico.

I lavori del Convegno hanno avuto come filo conduttore tre questioni presentate, nel suo intervento introduttivo, da don Domenico Pompili, direttore dell’Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali. Queste in sintesi:

1. E’ giusto continuare a contrapporre il virtuale al reale? E d’altra parte in che modo le due esperienze, obiettivamente diverse, possono integrarsi?

2. E’ ormai indubbia la nascita di un nuovo individualismo definito ‘networked individualism’ per evocare singoli che rescindono i legami con il territorio circostante, salvo poi moltiplicare le connessioni, magari su Facebook.

3. In che modo è possibile per la Chiesa avere in rete una fisionomia riconoscibile senza per questo assumere linguaggi scontati o peggio indecifrabili?

Finalmente anche la chiesa comincia a porsi alcune domande sulle differenze tra reale e virtuale. Il percorso che ci porterà ad avere alcune indicazioni su come poter integrare internet nelle necessità pastorali della Chiesa è ancora lungo, ma sì comincia a muovere qualcosa e i presupposti scaturiti dal convegno sono ottimi. E’ importante sottolineare poi che il prossimo messaggio del papa per la 43ma giornata mondiale delle comunicazioni sociali verterà proprio sulle tematiche affrontate dal convegno. Rimaniamo tutti in attesa, quindi.

Molto interessante è stata anche la parte finale del convegno dedicata agli strumenti messi a disposizione dal Servizio Informatico della CEI per i siti web delle diocesi italiane. Particolarmente importante è stata la presentazione del progetto webdiocesi che offre a tutte le diocesi italiane un software eccezionale per la creazione e la gestione dei siti web ottimizzato proprio per le esigenze delle diocesi.
Secondo la ricerca del S.I.C.E.I. (Servizio Informatico della CEI) le diocesi italiane che attualmente hanno un sito web sono ben 205 con un totale di circa 500 mila pagine web diocesane. Sempre secondo questa ricerca, la qualità di questi siti web è in continua crescita, così come anche la frequenza di aggiornamento dei propri contenuti. Sembra infatti che stia aumentando la sensibilità degli organismi diocesani alla gestione e all’utilizzo di un sito web per comunicare con i fedeli.
E questo lascia ben sperare nel prossimo futuro.

Maggiori informazioni sul Convegno nazionale del S.I.C.E.I. e gli interventi dei relatori sono a disposizione sul sito ufficiale:
http://www.chiesacattolica.it/chiesainrete
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